Tappeti in Lana: Origine
In origine i tappeti venivano prodotti interamente con l’unico materiale disponibile, la lana. Tra i nomadi, presso certe popolazioni rurali e in aree geografiche per lo più abitate da genti di origine turcomanna, questa pratica è tuttora in uso. I tappeti dotati di ordito, trama e vello di lana sono complessivamente più morbidi di quelli con armatura in cotone. La lana ovina, specie quella dell’Ovis Steatopygia, pecora dalla enorme coda gonfia di grasso, è la più usata nella lavorazione dei tappeti in Turchia e nella Persia Centrale e Occidentale. Le qualità più indicate hanno fibra lunga, robusta e dal vivido riflesso serico. La lana filata a Z viene impiegata per annodare il vello, che risulta così più pieno, mentre è necessaria la filatura a S per conferire alla lana utilizzata nell’ordito e nella trama maggiore robustezza e resistenza alla trazione.
Lane spettacolari sono quelle prodotte dai nomadi Afshary, Bakhtiari e Kashkay nella Persia Meridionale e Centrale, l’ottima produzione di Kirman, e le lane del Khorassan, che, con quelle dei nomadi Baluci, costituiscono il grosso della produzione persiana. Le lane della Persia Occidentale, dei nomadi Lor e Kurdi, sono superiori qualitativamente. Splendide sono le lane delle pecore Carcì, con le quali si annodano i tappeti dell’Asia Centrale, specie i Bukhara-Tekkè, quelle di Maku, Sardar, Ardebil e Talish impiegate nei tappeti di Tabriz.
L’introduzione della trama e dell’ordito in cotone, oltre a conferire maggior stabilità al tappeto, ha consentito di aumentare la fittezza dell’annodatura e di realizzare opere di ancora maggior pregio.
